
**Mottola ospita il primo convegno sui riti della Settimana Santa**
Mottola si prepara a celebrare le sue antiche tradizioni con il **primo convegno dedicato ai riti della Settimana Santa**, un evento che promette di approfondire il valore storico, culturale e religioso di queste solenni manifestazioni. Studiosi, esperti e appassionati si riuniranno per analizzare le origini, i simboli e l’evoluzione di questi suggestivi riti, che ogni anno richiamano fedeli e visitatori da tutta la regione. Un’occasione unica per riscoprire e valorizzare un patrimonio di fede e devozione che affonda le sue radici nei secoli. Il convegno intende riunire studiosi, appassionati e cittadini interessati ad esplorare le ricchezze storiche, artistiche e gastronomiche del territorio, evidenziando come queste componenti si intreccino nei riti e nelle tradizioni locali.
Il convegno intende dare particolare attenzione ai riti della Settimana Santa, organizzati dalle Confraternite di Mottola. Questi riti raggiungono il culmine nel Triduo Pasquale, con la processione dei “Sacri Misteri” che si svolgono il Venerdì sera e all’alba del Sabato Santo. La processione, aperta dal “Troccolante” e accompagnata da marce funebri eseguite da bande locali, vede la partecipazione di confratelli e consorelle che portano in spalla dodici gruppi statuari raffiguranti la Passione e Morte di Gesù. Questo evento rappresenta un momento di profonda spiritualità e coinvolge l’intera comunità mottolese.

Un altro elemento di rilievo che si vuole discutere durante il convegno è il Santuario rupestre della Madonna del Carmine, noto localmente come “Madonn Abbasc”. Situato in una piccola gravina tra Mottola e Palagiano, il santuario risale al 1506, quando la Madonna apparve al chierico Francesco Pietro di Filippo, chiedendogli di edificare una cappella in suo onore. Il santuario è diventato meta di pellegrinaggi e ospita eventi come i “Sette Sabati”, la “Passione Vivente” e la festa dell’8 settembre, che segna l’inizio dell’anno associativo della Confraternita del Carmine.
La cucina mottolese, influenzata dalle tradizioni delle province pugliesi circostanti, vuole essere al centro di una sessione del convegno. Tra i piatti tipici spiccano le minestre di legumi cotte in tegami di terracotta chiamate “pignate”, la purea di fave accompagnata da verdure selvatiche, nota come “fêfe e fògghie” o “‘ngrapiête”, e le orecchiette condite con sugo di carne e braciole di cavallo o asino. Durante le festività natalizie e pasquali, si preparano dolci tradizionali come le “cartellate” (“scartagghiête”) ei taralli glassati chiamati “gléppe”.

Il convegno intende mettere in luce come Mottola rappresenta un esempio emblematico di come il patrimonio artistico, culturale e culinario possa intrecciarsi nei riti e nelle tradizioni locali, contribuendo a preservare l’identità e la memoria storica della comunità.
Tale iniziativa è stata mossa dal forte volere di creare un legame tra pubblico e privato, istituzioni, professionisti del nostro territorio e tutta la cittadinanza per mantenere salda la nostra autenticità, le nostre origini che ci distinguono non solo a livello regionale, ma a livello mondiale e promuoverle facendo rete.
