Cultura e Tradizioni

Il Santo Patrono

Il 29 Dicembre Mottola festeggia San Tommaso Becket, arcivescovo cattolico inglese di Canterbury. La sua fama di santo martire varcò ben presto i confini di Canterbury. Alessandro III la sancì canonizzandolo nel 1173. All’intercessione del nuovo martire si attribuirono molti miracoli, e la sua tomba diventò meta di numerosi pellegrinaggi. Ti starai chiedendo dunque come mai un paese italiano porti come patrono un santo straniero. Ci sono vari racconti che legano il Santo a questo paese. Il primo è da ricondursi alle vicende storiche dell’Europa cristiana e dunque di Mottola.

Durante il periodo delle crociate, molti volontari difensori del Sepolcro di Cristo, tra cui i soldati inglesi, si fermavano nelle regioni meridionali e raccontavano della vita e dei miracoli dei loro santi. Ciò si collegava con la morte di Alimberto, vescovo di Mottola, il quale si contrappose al Principato di Taranto e dunque al principe Boemondo. Si racconta infatti che ci fu una sanguinosa battaglia, che vide Mottola assediata e rasa al suolo. Alimberto, che faceva capo al popolo mottolese, andò incontro a questi guerrieri, e quindi al principe, con le braccia aperte a forma di croce, in segno di pace, ma di pace si parlò ben poco poiché fu trafitto al petto da una lancia.

Nello stesso periodo, nel 1187, muore Tommaso Becket, che era Arcivescovo di Canterbury, il quale si oppose a quelle che erano le indicazioni di Re Enrico II d’Inghilterra. Tommaso andò più volte da Papa Alessandro III a chiedere consiglio, perchè il volere del re si contrapponeva al bene della popolazione. Enrico II dal canto suo, ferito nell’orgoglio, manda una spedizione punitiva contro Tommaso. I cavalieri presi da un momento di foga, si lasciano sfuggire una spada colpendolo alla testa causandogli la morte per trauma cranico.

Questa spedizione non serviva per ucciderlo, ma solamente per spaventarlo. Enrico II, che conosceva le sue potenzialità, nutriva una grande stima nei confronti di Tommaso, non tanto come arcivescovo, quanto come cancelliere, come consigliere, come primo ministro inglese. Per punizione, Enrico II spedì i quattro cavalieri in Terrasanta per le crociate. Alcuni raccontano che i quattro cavalieri riuscirono ad attraversare la via francigena, passando dalla Puglia fino ad arrivare in Terrasanta. Altri narrano che questi siano morti nelle più atroci pestilenze.

Un’altra storia narra che durante la seconda guerra mondiale, un ufficiale inglese che era accampato a San Basilio, durante una visita alla Chiesa Madre di Mottola, rimase colpito nel vedere sull’altare la statua di San Tommaso Becket. Di ritorno alla sua tenda, nei suoi appunti riportò che aveva appreso che quello era il patrono di Mottola e che dunque si spiegava il perché durante i bombardamenti, le bombe sganciate dagli aerei non colpirono mai il paese nonostante la sua posizione in collina, poiché vi era questo Santo che col suo manto proteggeva il paese. Fu proprio a seguito di queste dichiarazioni che dopo la fine della seconda guerra mondiale la statua del santo fu portata in processione nel giorno di Sant’Antonio. Il calendario segna come memoria universale il giorno di San Tommaso il 29 dicembre, ma dal 1954 al 1980 i fedeli di Mottola vollero abbinare la festa del loro patrono con quella di Sant’Antonio da Padova festeggiato il 13 giugno.

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Mottola ha una bellissima statua settecentesca di San Tommaso Becket in impero selvatico, di scuola napoletana, fatta in legno. Secondo i canoni dell’arte napoletana settecentesca di grande raffinatezza, le statue venivano rappresentate sempre a mezzo busto. Così la dilagante credenza tra i mottolesi nel vedere il santo morto con le gambe tagliate. Don Domenico Ciaurro, che era all’epoca l’arciprete della Chiesa Madre, propose ai giovani della parrocchia di raccontare il perchè San Tommaso non sia morto con le gambe tagliate ma bensì con un colpo alla testa. Da qui nacque il GAST – Gruppo Amici San Tommaso. Essi partirono con una semplice recita parrocchiale, aggiungendo ogni anno un particolare.

Misero in moto un meccanismo gigantesco che raggruppava i migliori sarti del paese che cucivano gli abiti per la rappresentazione. Parte del materiale ancora esiste: armature, abiti, la scenografia del Castello. Piano piano la storia dell‘Assassinio in Cattedrale divenne molto grande: Oria infatti con quasi 60 anni di storia, quando partecipava alla manifestazione con i loro sbandieratori, affermava che ciò che loro avevano costruito in 30 anni,  il GAST lo aveva raggiunto in pochissimi anni. Contavano all’incirca 400 figuranti più gli artisti di strada, musicisti.

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La fine del gruppo San Tommaso è da ricongiungersi al problema dell’alternarsi dei Sindaci. Era certamente una manifestazione che richiedeva dei costi molto alti, però portava turismo da tantissime parti, poichè era una manifestazione che durava 4 giorni. Era il periodo compreso tra il 25 Dicembre ed il 1° Gennaio, e Mottola diventava uno scenario meraviglioso. “Lo ricordo con molta tranquillità, non con nostalgia” afferma Alessandro Buttiglione, presidente del GAST, “ricordo anche che un anno, il 1° gennaio, nonostante 45 di febbre, non riuscii a frenare la mia voglia di fare. Io come tantissimi altri, da quando è nato l’Assassinio in Cattedrale fino alla sua morte, non abbiamo mai festeggiato Natale,  S.Stefano, vigilia di Capodanno e Capodanno”.

La statua di San Tommaso è stata corredata da un bellissimo pastorale in argento, un lavoro di casellatura argentea eccezionale del ‘700, donata da un vescovo di Mottola. Viene adagiato alla statua durante la consegna delle chiavi che avviene il 29 Dicembre a seguito della processione in piazza Municipio XX Settembre. Sarebbe bello se tutti conoscessero approfonditamente la storia di San Tommaso Becket, perchè pur essendo un uomo del 1100, pur essendo una persona di spicco della nobiltà inglese, pur di non causare sofferenza al suo popolo, ha preferito perdere il suo ruolo mettendosi contro l’autorità e sottomettendosi al volere di Dio. Lui ha fatto della sua fede il modo di fare politica.

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Per la realizzazione di questo articolo si ringrazia vivamente l’importante testimonianza del Presidente del Gruppo Amici San Tommaso, Alessandro Buttiglione, ora direttore del coro della Chiesa Madre Santa Maria Assunta di Mottola.

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Per ulteriori informazioni sulla vita di Tommaso, visitate il link http://www.santiebeati.it/dettaglio/30550.

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